Voltura catastale dopo la successione: come funziona nel 2026

Nella maggior parte dei casi non devi fare niente di separato per la voltura catastale dopo una successione. Quando la dichiarazione di successione viene inviata online all’Agenzia delle Entrate, le volture degli immobili dichiarati partono in automatico, a meno che il dichiarante non scelga diversamente. Ci sono però casi precisi in cui l’automatismo non scatta: allora la domanda va presentata a parte, entro 30 giorni dalla registrazione della successione. Qui sotto trovi come riconoscere questi casi, quanto costa la voltura, come si usa il nuovo servizio online e quali controlli conviene fare prima dell’invio per evitare scarti e problemi quando vorrai vendere la casa.
In breve
Con la successione telematica la voltura catastale è di regola automatica: basta non barrare la casella del frontespizio con cui si rinuncia al servizio.
Va fatta a parte in casi specifici: eredità giacente o amministrata, eredità conferita in trust, immobili con oneri reali, immobili nelle zone del Libro fondiario (sistema tavolare).
La voltura manuale va presentata entro 30 giorni dalla registrazione della dichiarazione. Dal 12 gennaio 2026 il canale online è solo Voltura catastale web.
Il tributo è di 70,00 euro per ogni domanda di voltura. Nella successione telematica viene autoliquidato insieme agli altri importi.
Prima di inviare la successione fai una visura catastale aggiornata: se l’intestazione non coincide con il defunto, la voltura rischia lo scarto.
Indice
Che cos’è la voltura e perché serve dopo un decesso
La voltura catastale è la comunicazione con cui si avvisa l’Agenzia delle Entrate che il titolare di un diritto reale su un immobile è cambiato. L’Agenzia porta come esempi la compravendita di una casa, il trasferimento di un usufrutto o una successione. Dopo la voltura, in visura catastale al posto del defunto (il de cuius) compaiono gli eredi, ciascuno con il proprio diritto e la propria quota.
Non è una formalità che si può rinviare a quando servirà. Chi è tenuto a presentare la dichiarazione di successione è obbligato anche alla domanda di voltura, e può incaricare un delegato o un intermediario abilitato che lo faccia al posto suo. Se più eredi sono obbligati, basta una sola domanda.
Una precisazione che evita molti equivoci: il catasto ha una funzione soprattutto fiscale e descrittiva. Una visura intestata agli eredi è necessaria, ma da sola non basta per vendere: al rogito il notaio controlla anche la provenienza nei registri immobiliari e la conformità dell’immobile. Per questo conviene trattare la voltura come un tassello di un percorso più ampio, che abbiamo descritto nella guida su come regolarizzare i documenti di una casa ereditata.

Quando la voltura parte da sola con la successione telematica
Il modello in uso si chiama per esteso “Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali”: un solo documento per due adempimenti. Va presentato in via telematica, mentre la consegna su carta è ammessa solo in casi eccezionali.
Come funziona in pratica:
Nei quadri della dichiarazione si indicano gli immobili con i dati catastali (comune, foglio, particella, subalterno), il diritto del defunto e la quota.
Si indicano gli eredi e come si divide l’eredità.
Sul frontespizio c’è una casella per dichiarare che non si vuole il servizio di voltura automatica. Se resta vuota, l’Agenzia esegue le volture di tutti gli immobili presenti nei quadri.
Dopo la registrazione il sistema confronta i dati: il defunto deve risultare intestatario in catasto e gli identificativi degli immobili devono essere corretti. Se i controlli vanno a buon fine, l’intestazione si aggiorna.
La regola pratica è semplice: lascia vuota quella casella, a meno che un professionista non ti abbia spiegato perché nel tuo caso conviene fare diversamente.
I casi in cui la voltura va presentata a parte
Le istruzioni dell’Agenzia elencano le situazioni in cui la dichiarazione non genera la voltura. A queste si aggiungono, nei fatti, gli scarti dovuti a dati catastali che non tornano.
Situazione | Perché l’automatismo non scatta | Cosa fare |
Eredità giacente o amministrata (codici carica 5 e 6) | Gli eredi non sono ancora definiti o c’è un amministratore | Voltura separata quando la posizione è definita |
Eredità conferita in trust (codice carica 9) | Il trasferimento segue regole proprie | Voltura separata |
Immobili gravati da oneri reali | Servono verifiche che il sistema non fa in automatico | Voltura separata |
Immobili in zone del Libro fondiario (sistema tavolare, ad esempio province di Trento e Bolzano) | La dichiarazione ha valore solo fiscale | Pratica presso gli uffici tavolari competenti |
Casella di rinuncia barrata sul frontespizio | Il dichiarante ha scelto di non usare il servizio | Voltura manuale entro 30 giorni |
Intestazione in catasto diversa dal defunto, passaggi precedenti mai volturati | I controlli automatici danno esito negativo | Sistemare le discordanze, poi voltura |
Il caso del sistema tavolare sorprende spesso chi abita altrove e ha ereditato, per esempio, una casa di famiglia in Trentino o in Alto Adige. In queste zone la dichiarazione presentata all’Agenzia ha valenza esclusivamente fiscale e non aggiorna i registri: l’intavolazione si chiede agli uffici delle Province autonome. Le stesse istruzioni chiedono di riportare gli estremi tavolari ricavandoli da visure fatte da non più di tre mesi prima della presentazione.
Successione telematica: i passaggi e i tempi da conoscere
Chi cerca “successione telematica” di solito vuole sapere due cose: in che ordine si fanno i passaggi e quanto tempo c’è. Ecco la sequenza, con le scadenze che contano davvero.
Raccogli i documenti. Certificato di morte o autocertificazione, dati anagrafici e codici fiscali degli eredi, eventuale testamento, visure catastali aggiornate di tutti gli immobili, dati di conti e altri beni.
Controlla le visure. Verifica che ogni immobile risulti intestato al defunto con il diritto e la quota giusti. È il passaggio che più spesso decide se la voltura andrà a buon fine.
Calcola le imposte. Imposte ipotecaria e catastale, tributi e bolli, ed eventuale imposta di successione, si autoliquidano nella dichiarazione. Franchigie e aliquote le trovi nella nostra guida all’imposta di successione 2026.
Invia la dichiarazione entro 12 mesi. Il termine decorre dalla data di apertura della successione, che di norma coincide con il giorno del decesso. Possono presentarla gli eredi, i chiamati all’eredità e i legatari, da soli o tramite un intermediario.
Conserva le ricevute. Dopo l’invio arriva una prima ricevuta di presa in carico. Con la seconda, che riporta i dati di registrazione, la dichiarazione risulta registrata. Dai servizi online puoi anche chiedere l’attestazione di avvenuta presentazione, utile con banche e altri enti.
Verifica la voltura. Dopo qualche tempo chiedi una nuova visura: se gli eredi risultano intestatari, la parte catastale è chiusa. Se l’immobile è ancora a nome del defunto, controlla subito l’esito: i 30 giorni per la voltura manuale decorrono dalla registrazione.
Quanto ai tempi di lavorazione, non esiste un numero valido ovunque: dipendono dall’ufficio e dalla correttezza dei dati. Una dichiarazione pulita si registra di solito senza intoppi. Una con incongruenze può ricevere una richiesta di regolarizzazione dall’ufficio, e allora i tempi si allungano. Il consiglio pratico è non arrivare all’invio a ridosso della scadenza dei 12 mesi.
Come presentare la voltura manuale nel 2026
Se nel tuo caso la voltura non è automatica, o è stata scartata, la domanda va presentata entro 30 giorni dalla registrazione della dichiarazione di successione. I canali sono due.

Online con Voltura catastale web
Dal 12 gennaio 2026 il vecchio programma “Voltura 2.0 – Telematica” non è più disponibile. Le domande si compilano e si inviano con Voltura catastale web, nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, come previsto dal Provvedimento del 27 marzo 2025. La novità per i privati è che il servizio è aperto a chiunque abbia le credenziali di accesso (SPID, CIE o CNS), non solo ai professionisti.
Con il servizio web tributi e bollo si calcolano in automatico e si pagano online, e lo stato della pratica si può seguire passo per passo. In pratica ti servono:
gli estremi di registrazione della dichiarazione di successione, che trovi nella seconda ricevuta;
i dati catastali di ogni immobile, presi da una visura recente;
i dati di tutti gli eredi con diritti e quote, identici a quelli della dichiarazione;
l’eventuale documentazione che spiega discordanze o passaggi intermedi.
In ufficio
In alternativa puoi presentare la domanda all’ufficio provinciale – Territorio competente per il luogo in cui si trova l’immobile, con i modelli disponibili negli uffici o scaricabili dal sito dell’Agenzia. Nei casi senza voltura automatica la domanda può anche essere spedita per raccomandata o PEC allegando la seconda ricevuta telematica della successione.
Un avvertimento che vale per tutti: non aspettare il trentesimo giorno. Lo raccomanda la stessa Agenzia, perché uno scarto o un errore di compilazione scoperto all’ultimo momento lascia poco margine per correggere. Se il termine scade, gli eredi rischiano sanzioni e la pratica si complica.
Quanto costa la voltura catastale per successione
La tabella ufficiale dei tributi catastali fissa 70,00 euro per ogni domanda di voltura. Nella successione telematica l’importo si autoliquida insieme agli altri versamenti della dichiarazione, quindi non c’è un pagamento separato da ricordare.
Un esempio concreto. Tre fratelli ereditano dal padre un appartamento con box nello stesso comune: la voltura generata dalla successione telematica è una sola e il tributo non si moltiplica per i tre eredi. Nei territori del Libro fondiario, invece, la tabella prevede che il tributo sia dovuto per ogni comune in cui si trovano le particelle indicate nel decreto tavolare.
Il costo vero di una voltura, in ogni caso, raramente sta nel tributo. Sta nel tempo perso quando la voltura viene scartata, nelle correzioni da fare in ufficio e nei ritardi che ne nascono, a volte proprio mentre c’è un acquirente pronto.
I controlli da fare prima dell’invio
Quasi tutti gli scarti nascono da un catasto che non racconta la stessa storia della dichiarazione. Prima di inviare la successione, verifica questi punti.
Intestazione. Il defunto deve risultare intestatario con lo stesso codice fiscale e lo stesso diritto (proprietà, nuda proprietà, usufrutto). Errori di anagrafica o di codice fiscale bloccano i controlli automatici.
Passaggi intermedi. Capita spesso con case di famiglia: una successione dei nonni mai volturata, una donazione mai registrata in catasto. Se la catena delle intestazioni si interrompe, la voltura dell’ultimo passaggio non riesce ad agganciarsi.
Quote. La somma delle quote del defunto deve tornare con quella indicata in visura.
Identificativi. Foglio, particella e subalterno devono essere quelli attuali. Dopo fusioni, frazionamenti o variazioni, un identificativo vecchio porta allo scarto.
Per le discordanze e i passaggi intermedi non convalidati da atti, la dichiarazione prevede un quadro dedicato, il quadro EI, in cui si spiega la situazione con una dichiarazione sostitutiva. Compilarlo bene vuol dire far passare la voltura al primo tentativo. Ignorarlo vuol dire quasi sempre voltura fallita e una pratica da riaprire.
Con la voltura, del resto, il lavoro non finisce: dopo la successione vanno intestate anche le utenze, e ne parliamo nella guida alla voltura delle utenze dopo l’eredità. Il quadro completo degli adempimenti è nella nostra checklist delle pratiche burocratiche per immobili ereditati.
Il nostro punto di vista: la voltura è il primo passo della vendita
Ogni settimana incontriamo eredi che hanno fatto la successione, magari da soli o in fretta, e scoprono il problema solo quando arriva una proposta d’acquisto. La visura è ancora a nome della madre perché la voltura è stata scartata. Oppure manca un passaggio di quarant’anni fa che nessuno aveva mai sistemato. Oppure la planimetria in catasto non corrisponde più alla casa reale.
Per questo trattiamo la voltura catastale come l’inizio della vendita, non come un adempimento a sé. Quando seguiamo una casa ereditata guardiamo insieme tre cose: la visura e la storia delle intestazioni, la conformità catastale e urbanistica, e gli equilibri tra gli eredi, che spesso pesano più della burocrazia. Una casa con le carte in ordine si valuta meglio, si presenta meglio e arriva al rogito senza sorprese. Una casa con un’intestazione sbagliata perde settimane, a volte l’acquirente.
Per la stessa ragione la valutazione la facciamo sempre di persona, con un sopralluogo: una stima automatica online non vede una planimetria difforme né una quota intestata male. I problemi che rallentano le vendite delle case ereditate li abbiamo raccolti negli errori da evitare nella vendita di un’eredità.
— Francesco
Se preferisci affidare la pratica
Se vuoi evitare scarti e scadenze, possiamo seguire noi la parte burocratica: dichiarazione di successione, pratiche ereditarie e pratiche catastali, inclusi gli aspetti urbanistici e contrattuali che un acquirente controllerà. Se stai pensando di vendere, partiamo da una valutazione con sopralluogo dal vivo e accompagniamo la casa fino al rogito, con foto e video professionali e la gestione della trattativa.
Domande frequenti
Dopo la successione devo per forza fare la voltura catastale?
Sì, è un obbligo per chi presenta la dichiarazione di successione. Nella gran parte dei casi però la voltura viene eseguita in automatico con la successione telematica, purché non si barri la casella di rinuncia sul frontespizio. Va presentata a parte solo nei casi esclusi, come trust, eredità giacente o sistema tavolare, o se la voltura automatica viene scartata.
Chi fa la voltura catastale dopo la successione?
La fa chi è tenuto alla dichiarazione: gli eredi, i chiamati all’eredità o i legatari. Se gli obbligati sono più d’uno, basta una domanda. Si può delegare un intermediario abilitato o un professionista, che presenta la successione e verifica che la voltura vada a buon fine.
Come faccio a sapere se la voltura automatica è andata a buon fine?
Chiedi una visura catastale aggiornata dopo la registrazione della dichiarazione. Se gli immobili risultano intestati agli eredi con le quote giuste, è tutto a posto. Se sono ancora a nome del defunto, verifica subito l’esito: il termine di 30 giorni per la voltura manuale decorre dalla registrazione.
Posso fare la voltura da solo, senza un tecnico?
Sì. Dal 12 gennaio 2026 il servizio Voltura catastale web è disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate per chiunque abbia SPID, CIE o CNS. Nei casi semplici è alla portata di un privato attento. Con passaggi intermedi mancanti, oneri reali o immobili nel sistema tavolare conviene rivolgersi a un professionista esperto di pratiche catastali.
Quanto tempo ci vuole per la successione telematica?
Per l’invio hai 12 mesi dalla data del decesso. Dopo l’invio arrivano le ricevute e, a registrazione avvenuta, la voltura automatica. I tempi di lavorazione variano da ufficio a ufficio e si allungano se l’ufficio chiede una regolarizzazione, quindi conviene inviare con largo anticipo sulla scadenza.
Fonti
Agenzia delle Entrate: Servizi connessi alla presentazione della dichiarazione
Agenzia delle Entrate: Dichiarazione di successione, modelli e istruzioni
Agenzia delle Entrate: Istruzioni al modello di successione, fascicolo I
Agenzia delle Entrate: Istruzioni al modello di successione, fascicolo II
Agenzia delle Entrate: Dichiarazione di successione, come e quando presentarla
Ordine degli Ingegneri dell’Aquila: Voltura da successione telematica
Agenzia delle Entrate: Provvedimento del 27 marzo 2025 su Voltura catastale web
Edilportale: Voltura catastale web, come funziona il servizio obbligatorio
Agenzia delle Entrate: Tabella delle tasse per i servizi ipotecari e catastali
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