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Imposte ipotecarie catastali successione: quanto si paga

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 8 min

Mani che tengono documenti per la successione immobiliare

Le imposte ipotecaria e catastale sulla successione sono, di norma, la 2% e l’1% del valore catastale dell’immobile, con un minimo di 200 € ciascuna. Vanno pagate sempre, quando l’asse ereditario comprende case, terreni o altri fabbricati, indipendentemente dal fatto che l’imposta di successione risulti dovuta o azzerata dalla franchigia.

 

In sintesi, ecco cosa serve sapere prima di aprire la dichiarazione:

 

  • Aliquote ordinarie: 2% imposta ipotecaria + 1% imposta catastale sul valore catastale, per un totale che di regola arriva al 3%.

  • Minimo fisso: un importo minimo fisso è dovuto per ciascuna imposta, anche quando il calcolo percentuale darebbe una cifra inferiore.

  • Agevolazione prima casa: se un erede ha i requisiti, le due imposte si applicano in misura fissa ridotta sulla quota agevolata.

  • Versamento: si paga in autoliquidazione tramite modello F24, entro i termini della dichiarazione di successione.

 

Punti chiave

 

Le imposte ipotecaria e catastale in successione pesano il 3% del valore catastale (o 400 € fissi con agevolazione prima casa) e sono sempre dovute se l’eredità comprende immobili.

 

Punto

Dettagli

Aliquote e minimi

Ipotecaria 2%, catastale 1% sul valore catastale, minimo 200 € ciascuna.

Agevolazione prima casa

Riduce entrambe le imposte a 200 € fisse, applicata pro quota tra gli eredi.

Franchigia non basta

La franchigia sull’imposta di successione non esonera dalle imposte ipo‑catastali.

Pagamento con F24

Autoliquidazione entro 12 mesi, con codici tributo dedicati come 1530 e 1531.

Supporto pratico

Eredicasa affianca gli eredi nella dichiarazione, voltura e vendita dell’immobile.

Indice

 

 

Cosa sono le imposte ipotecarie e catastali nella successione

 

L’imposta ipotecaria copre la trascrizione del trasferimento nei registri immobiliari: è quel passaggio che rende ufficiale, nei confronti di chiunque, che l’immobile ora appartiene agli eredi. L’imposta catastale, invece, finanzia la voltura catastale, cioè l’aggiornamento dei dati di proprietà negli archivi del catasto. Sono due tributi distinti ma quasi sempre viaggiano insieme, perché entrambi gli adempimenti servono a rendere l’immobile “commerciabile” per una futura vendita.

 

Un punto che genera confusione quasi ogni volta: queste imposte si calcolano sul valore catastale, non sul valore di mercato. Un appartamento che vale 300.000 € sul mercato può avere un valore catastale di 90.000 € o meno, e su quella cifra più bassa si applicano le aliquote. Questo è il motivo per cui, in pratica, l’importo dovuto risulta spesso molto contenuto rispetto a quanto ci si aspetterebbe guardando il prezzo reale dell’immobile.


Cosa sono le imposte ipotecarie e catastali nella successione — overview diagram

C’è poi un equivoco frequente che vale la pena chiarire subito: la franchigia sull’imposta di successione (fino a 1.000.000 € per coniuge e figli) non ha nulla a che fare con le imposte ipotecarie e catastali. Anche se l’eredità rientra completamente nella franchigia e l’imposta di successione risulta zero, ipotecaria e catastale restano dovute per intero se nell’attivo ci sono immobili.

 

In sintesi, prima di aprire la pratica bisogna avere chiari tre elementi:

 

  • Il valore catastale di ogni immobile incluso nell’asse ereditario.

  • La presenza o assenza dei requisiti per l’agevolazione prima casa in capo a uno o più eredi.

  • Se si tratta di un unico immobile o di più unità, perché il minimo di 200 € si applica per ciascuna imposta, non per ciascun immobile.

 

Come calcolare il valore catastale e applicare aliquote e minimi

 

Il calcolo parte sempre dalla rendita catastale, il dato che si trova nella visura catastale dell’immobile. Ecco i passaggi:

 

  1. Recuperare la rendita catastale dalla visura (aggiornata, non quella storica).

  2. Rivalutarla del 5%, moltiplicandola per il coefficiente 1,05.

  3. Moltiplicare il risultato per il coefficiente previsto per la categoria catastale: 120 per le abitazioni normali (non prima casa), 110 per la prima casa, 80 per gli uffici (categoria A/10), 60 o 40,8 per fabbricati industriali secondo i casi.

  4. Sul valore catastale ottenuto si applicano il 2% (ipotecaria) e l’1% (catastale), sempre confrontando il risultato con il minimo di 200 € per ciascuna imposta.

 

Un esempio concreto aiuta a fissare il meccanismo. Rendita catastale 800 €, immobile non agevolato come prima casa: 800 × 1,05 = 840; 840 × 120 = 100.800 € di valore catastale. Entrambe superano ampiamente il minimo di 200 €, quindi si paga l’importo calcolato.

 

Elemento

Immobile non agevolato

Immobile con requisiti prima casa

Coefficiente moltiplicatore

120

110

Rendita catastale rivalutata (esempio 840 €)

Valore catastale 100.800 €

Valore catastale 100.800 €

Imposta ipotecaria

2% del valore catastale

Fissa a 200 €

Imposta catastale

1% del valore catastale

Fissa a 200 €

Un consiglio: prima di fare qualsiasi calcolo, richiedi una visura catastale aggiornata: una rendita non rivalutata o una categoria errata falsano l’intero conto e possono far pagare più (o meno) del dovuto, con il rischio di un accertamento successivo.

 

Agevolazione prima casa in successione: requisiti e rischio di decadenza

 

L’agevolazione riduce ipotecaria e catastale a 200 € + 200 € fissi, ma solo se almeno un erede possiede i requisiti alla data del decesso. Non serve che tutti gli eredi li abbiano: basta uno, e il beneficio si applica sulla sua quota di proprietà.

 

I requisiti principali da verificare sono:

 

  1. Residenza: l’erede deve avere o impegnarsi a trasferire la residenza nel comune dove si trova l’immobile entro 18 mesi dalla dichiarazione.

  2. Assenza di altre prime case: l’erede non deve essere già titolare, nello stesso comune, di altra abitazione acquistata con le agevolazioni prima casa.

  3. Categoria catastale compatibile: l’immobile non deve essere di lusso (categorie A/1, A/8, A/9 sono escluse).

 

Quando più eredi ricevono lo stesso immobile in comunione, l’agevolazione si applica pro quota: solo la percentuale di proprietà dell’erede con i requisiti beneficia della misura fissa, mentre le quote degli altri eredi restano soggette all’aliquota ordinaria del 2% e dell’1%.

 

La decadenza dell’agevolazione scatta in casi precisi: vendita dell’immobile prima di cinque anni senza riacquisto di altra prima casa, mancato trasferimento della residenza nei termini previsti, oppure dichiarazioni non veritiere sui requisiti. Le conseguenze non sono simboliche: l’ufficio recupera la differenza tra imposta ordinaria e imposta agevolata, più sanzioni e interessi.


Esterno di una casa a simboleggiare l'eredità immobiliare e i rischi

Un consiglio: se non sei sicuro di riuscire a trasferire la residenza entro 18 mesi, valuta con attenzione se richiedere l’agevolazione: il risparmio iniziale può trasformarsi in un conto salato più avanti.

 

Come e quando pagare: F24, codici tributo e termini

 

La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. Da questo termine dipende anche il pagamento delle imposte ipotecaria e catastale, che si versano in autoliquidazione con modello F24, contestualmente all’invio telematico della dichiarazione o comunque entro i termini previsti dalla normativa.

 

I codici tributo più usati per compilare l’F24 sono:

 

  • 1530: imposta ipotecaria.

  • 1531: imposta catastale.

  • 1533: imposta di successione (quando dovuta).

  • 1606: tassa ipotecaria.

  • 1522: imposta di bollo.

  • 1599: tributi speciali catastali.

 

Sul piano operativo, il pagamento può avvenire tramite addebito diretto sul conto corrente indicato nella dichiarazione telematica, oppure tramite intermediari abilitati (commercialisti, CAF, notai) che utilizzano il software dell’Agenzia delle Entrate per la compilazione dei quadri EF. Chi presenta la dichiarazione autonomamente, tramite il portale telematico, può scegliere il pagamento rateale per importi superiori a 1.000 €, con rate trimestrali e interessi.

 

Voltura catastale, trascrizione e tributi accessori da mettere in conto

 

La voltura catastale, cioè l’aggiornamento del nome del proprietario negli archivi del catasto, avviene in automatico quando si presenta la dichiarazione di successione telematica. Non serve un intervento separato, a meno che i dati catastali dell’immobile risultino disallineati (ad esempio planimetrie non aggiornate o intestazioni incoerenti): in quel caso la voltura richiede una correzione manuale che può allungare i tempi.

 

Separata dalla voltura c’è la trascrizione dell’accettazione di eredità nei registri immobiliari, un passaggio che diventa decisivo quando l’immobile viene messo in vendita: senza trascrizione regolare, il notaio della compravendita non può procedere con sicurezza.

 

A questi adempimenti si aggiungono tributi accessori fissi, indipendenti dal valore dell’immobile:

 

  • Imposta di bollo: 85 €.

  • Tassa ipotecaria: 90 €.

  • Tributi speciali catastali: importo variabile, generalmente pochi euro per formalità.

 

Attenzione: se l’eredità comprende immobili situati in più province, questi importi fissi si moltiplicano per ciascuna Conservatoria coinvolta, un dettaglio che spesso sorprende chi ha ereditato più di una casa in zone diverse d’Italia.

 

Esempi pratici di calcolo con e senza agevolazione

 

Un confronto numerico chiarisce meglio di qualsiasi spiegazione teorica quanto pesa l’agevolazione prima casa sul conto finale.

 

Caso A, immobile senza agevolazione, valore catastale 100.800 €: ipotecaria 2.016 €, catastale 1.008 €, più bollo (85 €) e tassa ipotecaria (90 €). Totale imposte e accessori: circa 3.199 €.

 

Caso B, stesso immobile ma con un erede che ha i requisiti prima casa: ipotecaria e catastale scendono a 200 € + 200 €, più gli stessi accessori fissi. Totale: circa 575 €, un risparmio superiore a 2.600 € rispetto al caso A.

 

Caso C, tre eredi in parti uguali, di cui solo uno con i requisiti prima casa: l’agevolazione si applica solo sulla sua quota (un terzo), mentre gli altri due terzi pagano l’aliquota ordinaria. Il totale finale si colloca a metà tra il caso A e il caso B, più vicino al primo.

 

Il dato che salta all’occhio è la distanza tra caso A e caso B: oltre 2.600 € di differenza sullo stesso immobile, dovuti unicamente al possesso dei requisiti prima casa da parte di un solo erede.

 

Come Eredicasa supporta gli eredi nelle pratiche fiscali e nella vendita

 

Districarsi tra rendite catastali, coefficienti e codici F24 richiede tempo che molti eredi, alle prese con un lutto, semplicemente non hanno. Eredicasa affianca chi ha ricevuto un immobile in eredità con un sopralluogo di persona per la valutazione, assistenza nella compilazione della dichiarazione e nella voltura catastale, e un raccordo diretto con il notaio per la trascrizione.

 

Oltre alla parte fiscale, il servizio comprende:

 

  • Marketing immobiliare con foto e video professionali per valorizzare l’immobile ereditato.

  • Gestione delle trattative con potenziali acquirenti.

  • Supporto nelle pratiche di manutenzione prima della vendita.

 

Conviene rivolgersi a un supporto esterno soprattutto quando la successione coinvolge più eredi con quote diverse, quando c’è il rischio concreto di far decadere l’agevolazione prima casa, o semplicemente quando serve vendere in tempi rapidi senza commettere errori nelle pratiche catastali.

 

Le trappole fiscali che vedo ripetersi più spesso

 

La confusione più comune resta questa: pensare che una franchigia azzerata sull’imposta di successione significhi niente da pagare. Non è così, e lo dimostrano i conti fatti sopra. Un altro errore ricorrente è affidarsi a una rendita catastale vecchia o mai verificata, che altera tutto il calcolo a valle.

 

Prima di sedersi con un professionista, prepara visura catastale aggiornata, atto di provenienza dell’immobile e un elenco chiaro di chi tra gli eredi ha effettivamente diritto all’agevolazione prima casa. Risparmierai un intero primo incontro di sole domande.

 

Fonti e documenti ufficiali da consultare

 

Per verificare aliquote, codici tributo e casi particolari, conviene sempre partire dalle fonti ufficiali:

 

 

Un aiuto concreto per chi ha ereditato una casa

 

A differenza di un commercialista che si occupa solo della parte fiscale, o di un’agenzia immobiliare generica che entra in gioco solo al momento della vendita, Eredicasa segue l’intero percorso: dal calcolo delle imposte fino al rogito, con un solo referente per tutte le pratiche.


Eredicasa

Questo significa meno tempo perso a rincorrere notaio, catasto e Agenzia delle Entrate separatamente, e meno rischio di errori che possono costare caro, come una decadenza dell’agevolazione prima casa non calcolata bene. La consulenza immobiliare di Eredicasa comprende il sopralluogo di valutazione, l’assistenza nella dichiarazione di successione e nella voltura catastale, e la gestione completa della vendita con marketing professionale, quando l’immobile ereditato è destinato al mercato.

 

Se hai ereditato una casa e non sai da dove iniziare, richiedi una valutazione con Eredicasa: un sopralluogo iniziale chiarisce subito valore dell’immobile, imposte da prevedere e passi concreti da compiere.

 

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